Lc 17,5-10 “Se aveste fede”
Mese mariano e missionario – Supplica alla Madonna di Pompei – Preghiera per la pace
Cari fratelli e sorelle,
le parole che gli apostoli rivolgono oggi a Gesù sono semplici, ma profondamente vere:
«Accresci in noi la fede!»
È la preghiera che tutti noi, come discepoli, dovremmo fare ogni giorno. Perché senza la fede, tutto si svuota: il nostro annuncio diventa sterile, il nostro servizio si spegne, il nostro cammino si smarrisce.
Gli apostoli, pur essendo già con Gesù, sentono il bisogno di avere una fede più forte. Ed è bello che non nascondano questa fragilità: non hanno paura di mostrare la loro povertà interiore, e così facendo, ci insegnano che la fede non è un possesso, ma una grazia da invocare, una fiamma da alimentare.
Gesù risponde con un’immagine potente:
«Se aveste fede quanto un granello di senape…»
Non serve una fede grandiosa, fatta di miracoli spettacolari. Basta una fede piccola ma autentica, umile ma viva, radicata in Dio. Una fede così è capace di smuovere alberi, spostare montagne e – aggiungiamo oggi – aprire vie di pace nel cuore dell’umanità.
Sì, perché oggi la nostra fede è chiamata a diventare preghiera concreta per la pace.
Viviamo un tempo segnato da guerre, da odio, da divisioni che sembrano impossibili da superare. Ma se abbiamo fede – anche solo quanto un granello di senape – possiamo credere che nulla è impossibile a Dio, nemmeno la pace.
Lo ricordava già Papa Leone XIII, alla fine del XIX secolo, quando invitò tutta la Chiesa a pregare il Rosario, ogni giorno di ottobre, per la pace nel mondo. Un appello che oggi risuona con forza ancora maggiore, mentre vediamo le ferite del mondo sanguinare in tante terre, vicine e lontane.
E proprio oggi, in questa prima domenica di ottobre, si eleva da ogni parte la Supplica alla Madonna di Pompei. Una preghiera che nasce dal cuore del popolo, dalla fiducia di chi sa che Maria è la Madre che intercede, che ci accompagna, che non abbandona mai i suoi figli. Lei, la Regina del Rosario, ci guida nel cammino della fede e ci insegna la via della pace.
Ottobre è anche il mese missionario. Non per caso.
Perché la natura della Chiesa è missionaria, come ci ricorda il Concilio Vaticano II. La Chiesa non può chiudersi in se stessa. È madre che genera alla fede, ma è anche madre che esce, che si fa prossima, che porta il Vangelo fino agli estremi confini della terra, e nei luoghi più dimenticati del cuore umano.
Essere missionari non è solo andare lontano. È vivere ogni giorno con lo stile di Gesù, che si è fatto servo.
Ed è proprio questo che ci insegna la seconda parte del Vangelo di oggi:
«Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.»
In un tempo che esalta l’ego, il protagonismo, l’apparenza, Gesù ci propone l’umiltà del servo.
Un servo che non si aspetta riconoscimenti, che non reclama premi, ma che si dona con gratuità, perché ha capito che l’amore vero non cerca sé stesso, ma l’altro.
E allora, carissimi, in questo mese mariano e missionario, siamo chiamati a:
• chiedere la fede con cuore sincero,
• vivere da servi umili, senza pretendere nulla,
• pregare il Rosario per la pace, ogni giorno, come gesto semplice ma potente,
• guardare a Maria, modello perfetto del discepolo missionario, colei che con il suo “Eccomi” ha cambiato la storia.
Alla scuola della Madonna di Pompei, rinnoviamo la nostra fiducia in Dio.
E ripetiamo anche noi, come gli apostoli:
Signore, accresci in noi la fede!
Perché sia una fede che muove le montagne, che tocca i cuori, che semina speranza.
Una fede che ci renda missionari della pace, testimoni della luce, servi della gioia del Vangelo.
Amen.

