XX domenica T.O. – Anno A

Letture:
Prima Lettura: Is 56,1.6-7 Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.
Salmo 66 (67) Popoli tutti, lodate il Signore.
Seconda Lettura: Rm 11,13-15.29-32 I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
Vangelo: Mt 15,21-28 Donna, grande è la tua fede!

La perseveranza nella preghiera e il “sì” di Maria

Fratelli e sorelle carissimi,

il Vangelo di oggi ci presenta una donna che non si arrende. È una donna Cananea, straniera, che si avvicina a Gesù con una preghiera semplice e piena di dolore: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Questa donna non chiede per sé, ma per sua figlia. Eppure Gesù sembra non rispondere: «Ma egli non le rivolse neppure una parola».

Quante volte anche noi viviamo questa esperienza! Preghiamo, chiediamo, supplichiamo, ma sembra che Dio rimanga in silenzio. E allora ci chiediamo: “Signore, mi ascolti? Perché non rispondi?”

Il Vangelo ci insegna oggi che il silenzio di Dio non significa la sua assenza.

La donna Cananea non si arrende. Continua a cercare Gesù. Si avvicina e dice: «Signore, aiutami!»

Queste parole possono diventare anche la nostra preghiera:

“Signore, aiutami!”

Quando siamo stanchi, preghiamo.

Quando abbiamo paura, preghiamo.

Quando non comprendiamo quello che sta accadendo, preghiamo.

Quando Dio sembra lontano, continuiamo a pregare.

Perché la perseveranza nella preghiera è soprattutto perseveranza nella fiducia.

La donna non pretende nulla da Gesù. Anche davanti a una parola che sembra dura, rimane umile e fiduciosa: «Eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

E Gesù riconosce la grandezza della sua fede:

«Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».

Fratelli e sorelle, forse anche noi qualche volta ci stanchiamo di pregare perché non vediamo subito una risposta. Vorremmo che Dio intervenisse secondo i nostri tempi e secondo i nostri desideri.

Ma pregare non significa dire a Dio: “Fa’ quello che voglio io.”

Pregare significa dire: “Signore, io mi fido di Te, anche quando non capisco.”

E qui possiamo ricordare Maria Santissima, che proprio ieri abbiamo celebrato nella sua Assunzione al Cielo.

Maria è la grande donna del “sì”. Ha detto sì a Dio senza conoscere tutto quello che sarebbe accaduto. Si è fidata della parola del Signore.

Ma il suo sì non è stato soltanto quello pronunciato davanti all’angelo. Maria ha continuato a dire sì durante tutta la sua vita: a Betlemme, nella fuga in Egitto, nella vita semplice di Nazaret e soprattutto ai piedi della croce.

Sotto la croce, quando tutto sembrava contraddire le promesse di Dio, Maria è rimasta. Non ha capito tutto, ma ha continuato a fidarsi.

E questo è anche ciò che ci insegna la donna Cananea: rimanere davanti a Gesù, anche quando non vediamo subito la risposta.

Per questo, quando preghiamo per un figlio, per una persona malata, per una famiglia in difficoltà o per una situazione che sembra impossibile, non dobbiamo perdere la speranza.

Possiamo dire semplicemente:

“Signore, aiutami.”

“Signore, abbi pietà.”

“Signore, io non capisco, ma mi fido di Te.”

E possiamo mettere la nostra preghiera nelle mani di Maria, la Madre che ha saputo custodire nel cuore anche ciò che non comprendeva.

Chiediamo allora oggi a Maria Santissima, donna del sì, di insegnarci la perseveranza della Cananea: una fede che non si arrende, una preghiera che non si stanca e un cuore che continua a fidarsi di Dio anche nel silenzio.

Maria Assunta in Cielo, Madre della nostra speranza,

prega per noi e insegnaci a dire sempre sì al Signore.

Amen.