Lc 12,13-21 Quello che hai preparato, di chi sarà?
Giubileo dei Giovani – Tor Vergata
Carissimi fratelli e sorelle,
cari giovani,
oggi il Vangelo ci parla con parole dirette, senza ambiguità, e per questo forse un po’ scomode: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. È un messaggio tanto chiaro quanto radicale, eppure non è una condanna della ricchezza in sé, ma un invito forte a non farne il senso della vita.
Gesù, con la parabola del ricco stolto, ci mette davanti a uno specchio: un uomo che si sente arrivato, che pensa di essere al sicuro perché ha ammassato abbastanza per vivere anni senza problemi. Ma proprio in quel momento, quando si illude di avere il controllo, Dio gli dice: “Stolto! Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.”
Questo non è un Dio che punisce. È un Dio che ci sveglia. Che ci chiede: “Stai davvero vivendo, o ti stai solo preparando a vivere?”
E oggi, in questo Giubileo dei Giovani, questa domanda è rivolta soprattutto a voi.
Cari giovani di Tor Vergata e di ogni parte d’Italia e del mondo, siete nel tempo più prezioso della vostra vita: il tempo delle scelte, dei sogni, delle possibilità. Ma anche il tempo in cui il mondo vi tenta con una falsa promessa: che sarete felici solo se avrete successo, soldi, visibilità, approvazione. Che vale la pena vivere solo se si possiede, se si appare, se si vince.
Ma Gesù ci dice: no, la tua vita non dipende da ciò che possiedi.
Dipende da chi sei. Da come ami. Da quello che condividi, da quello che costruisci per gli altri.
La ricchezza, dicevamo, non è il problema. Anzi, è spesso il mezzo con cui possiamo fare del bene. Ma diventa un problema quando ci fa dimenticare Dio e il prossimo. Quando ci isola. Quando ci fa credere che bastiamo a noi stessi.
E allora, come arricchirci davanti a Dio?
Gesù oggi ci invita a cambiare prospettiva. Non dice: “Non desiderare nulla”. Ma dice: Desidera le cose giuste. Desidera una vita piena, non piena di cose, ma piena di senso. Una vita donata, non accumulata.
E questo vale soprattutto per voi, giovani.
Spendete la vostra vita non per riempirvi le tasche, ma per riempire il cuore di amore vero, di relazioni sincere, di impegno per chi è solo, per chi ha fame, per chi non ha voce.
Vivete con lo sguardo verso l’alto, ma con i piedi ben piantati nella realtà, pronti a costruire un mondo più giusto. Non chiudetevi nei vostri “magazzini” – che oggi sono spesso virtuali, pieni di follower, like e apparenze – ma aprite le porte della vostra vita a chi ha bisogno.
In un mondo che vi dice: “Pensa a te stesso”, voi osate essere diversi. Siate giovani che sanno amare senza misura. Che sanno condividere. Che sanno perdere tempo per ascoltare, per servire, per prendersi cura.
Gesù vi chiama a una ricchezza più grande: quella che nessuna crisi economica può distruggere, quella che non si perde nemmeno con la morte. La ricchezza che si costruisce in cielo, ogni volta che sulla terra amate concretamente qualcuno.
Allora, oggi, in questo Giubileo dei Giovani, fate una scelta. Scegliete una vita che valga la pena di essere vissuta non perché è comoda, ma perché è generosa.
Spendetevi per il bene. Per il bene vostro, sì, ma anche per il bene degli altri.
Solo così sarete davvero ricchi. Ricchi agli occhi di Dio. Amen.

