V domenica di Pasqua – Anno A

Letture:

Atti 6,1-7: Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Salmo 32: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

1Pietro 2,4-9: Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Vangelo di Giovanni 14,1-12: Io sono la via, la verità e la vita.

Fratelli e sorelle,

le prime parole di Gesù oggi sono un invito che tocca il cuore di ciascuno: «Non sia turbato il vostro cuore». Eppure, se siamo sinceri, il nostro cuore spesso è proprio così: turbato, inquieto, pieno di paure. Paura del futuro, delle prove, della solitudine, perfino di Dio.

Gesù conosce questa fatica. Non ci chiede una fede facile o superficiale. La fede, infatti, è una strada da percorrere, non un punto di arrivo già raggiunto. È cammino quotidiano, è fatica, è lotta. È la fatica di credere quando non capiamo, la fatica di convertirci quando dovremmo cambiare, la fatica di ricominciare ogni giorno.

Ogni giorno siamo chiamati a convertirci, cioè a rinnovare la nostra scelta per Cristo. Non basta dire “io credo” una volta nella vita: credere è diventare credenti, giorno dopo giorno.

E qui emerge una verità forte del Vangelo: chi crede davvero in Gesù lascia spazio alla fiducia e vede dissolversi la paura. Chi invece non crede — o vive come se non credesse — resta prigioniero della paura e perde la speranza. La fede non elimina i problemi, ma cambia il modo di attraversarli: non siamo più soli.

Gesù allora dice: «Io sono la via, la verità e la vita». Non indica tre idee, ma offre sé stesso.

Io sono la via.

Gesù non è una strada astratta da studiare, è una persona da seguire. E seguire Gesù non è facile: significa uscire da sé stessi, perdonare, servire, amare anche quando costa. Non è qualcosa di teorico o “platonico”. È concreto, fatto di scelte, di passi quotidiani. Ma è anche bello: perché è una strada che conduce alla vita vera. Non siamo chiamati a percorrere una via qualsiasi, ma a camminare dietro qualcuno che ci ama.

Io sono la verità.

Noi spesso pensiamo alla verità come a un concetto da possedere. Gesù invece ci dice che la verità è una relazione da vivere. Non si tratta di “avere la verità”, ma di “essere nella verità”. E questo accade quando si frequenta Gesù, quando si entra in amicizia con Lui. È una verità che si incontra, non che si dimostra soltanto.

Io sono la vita.

Non semplicemente la vita biologica, che tutti già abbiamo. Gesù parla di una vita piena, una vita che si sente amata e che sa amare. In Lui scopriamo di essere figli, custoditi, desiderati da Dio. E questa certezza cambia tutto: anche nelle difficoltà, la vita non perde il suo senso.

Per questo Gesù può dire: «Non sia turbato il vostro cuore». Non perché la vita diventi facile, ma perché Lui è con noi.

Allora, fratelli e sorelle, la domanda è semplice e concreta: oggi voglio davvero rinnovare la mia fede? Voglio rimettermi in cammino? Voglio lasciarmi convertire ancora una volta?

Credere significa scegliere Gesù ogni giorno. Seguirlo come via, incontrarlo come verità, accoglierlo come vita.

E solo così, poco alla volta, la paura lascia spazio alla pace, e la speranza torna ad abitare il nostro cuore.

Amen.