Trasfigurazione del Signore – Festa

Letture
2 Pt 1,16-19 La sua veste era candida come la neve.

Salmo 96 (97) Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

Vangelo: Mt 17,1-9:Il suo volto brillò come il sole.

Fratelli e sorelle,
 
la Trasfigurazione è uno di quei momenti del Vangelo che non dovremmo mai dimenticare. Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte e permette loro di contemplare, per un istante, la sua gloria. Il suo volto risplende, le sue vesti diventano luminose, e il Padre rivela: «Questi è il Figlio mio, l’amato… Ascoltatelo».
 
Ma quella luce non è un premio riservato ai tre discepoli. È una preparazione. Di lì a poco gli stessi apostoli avrebbero visto il volto di Gesù sfigurato dalla passione e avrebbero sperimentato lo scandalo della croce. Il ricordo del Tabor sarebbe diventato la forza per non perdere la speranza quando tutto sembrava finito.
 
Anche nella nostra vita il Signore ci dona delle trasfigurazioni. Non sempre sono eventi straordinari. Molto più spesso sono piccoli frammenti di luce disseminati lungo il cammino: un incontro che cambia il cuore, una parola del Vangelo ascoltata nel momento giusto, una preghiera che ci dona pace, il volto di una persona amata, un gesto di perdono, una carezza, un’esperienza che ci fa sentire la presenza di Dio.
 
Spesso non comprendiamo subito il valore di questi doni. Ce ne accorgiamo quando arriva il tempo della prova. Allora quella luce custodita nella memoria diventa una forza che ci sostiene. È come una riserva di speranza che il Signore ha deposto nel nostro cuore molto prima che ne avessimo bisogno.
 
Per questo la fede vive anche di memoria. Non della nostalgia di un tempo passato, ma della certezza che Dio è già entrato nella nostra storia e continuerà a camminare con noi. Nei momenti più difficili è importante ritornare con il cuore a quelle esperienze in cui abbiamo percepito con chiarezza il suo amore. Da lì nasce il coraggio di affrontare il presente.
 
Infine, il Vangelo ci consegna una delle parole più belle di Gesù. Ai discepoli impauriti non fa un lungo discorso. Si avvicina, li tocca e dice: «Alzatevi e non temete». È quello che continua a dire anche a ciascuno di noi. Le prove non mancheranno, ma non saremo mai soli. Se custodiamo nel cuore la luce del Tabor e continuiamo ad ascoltare Cristo, anche nelle notti più oscure sapremo che le tenebre non avranno mai l’ultima parola.
Amen.