Giubileo 2025 “Pellegrini della Speranza” chiusura della Porta Santa di San Pietro.
(Is 60,1-6; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12)
Carissimi fratelli e sorelle,
la solennità dell’Epifania ci invita oggi a contemplare una luce che non è solo da guardare, ma da seguire. È la luce di Dio che si manifesta a tutti i popoli, senza confini, senza esclusioni. “Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce”, ci ha annunciato il profeta Isaia. Questa luce ha un nome e un volto: Gesù Cristo.
Nel Vangelo di Matteo incontriamo i Magi, uomini venuti da lontano, stranieri, pagani, che si mettono in cammino guidati da una stella. Non conoscono le Scritture di Israele, non appartengono al popolo dell’alleanza, eppure sono capaci di riconoscere i segni di Dio e di lasciarsi inquietare dal desiderio di verità. Sono pellegrini, non turisti spirituali: affrontano la fatica del viaggio, il rischio dell’errore, l’incertezza della meta.
I Magi rappresentano l’umanità intera che cerca. Cercano un re, ma trovano un bambino. Cercano potenza, ma incontrano povertà. Cercano un palazzo, ma si inginocchiano davanti a una casa semplice. E lì, davanti a Gesù, “si prostrarono e lo adorarono”. È questo l’incontro che cambia la vita: quando riconosciamo che Dio non si impone, ma si dona.
San Paolo, nella lettera agli Efesini, ci ricorda il grande mistero rivelato: tutti i popoli sono chiamati a essere partecipi della stessa promessa. L’Epifania è proprio questo: Dio che si manifesta non solo a qualcuno, ma a tutti. Nessuno è escluso dalla speranza, nessuno è lontano al punto da non poter essere raggiunto dalla luce di Cristo.
E allora questa festa parla anche a noi oggi, mentre come Chiesa viviamo il Giubileo con il tema “Pellegrini della Speranza”. Come i Magi, anche noi siamo in cammino. Un cammino che ha avuto un segno forte e concreto nella Porta Santa di San Pietro, aperta per ricordarci che Cristo è la porta attraverso cui passare per incontrare la misericordia del Padre.
La chiusura della Porta Santa non è la fine della grazia, ma un invito a custodirla. La porta si chiude fisicamente, ma deve rimanere aperta nel nostro cuore. Il vero Giubileo continua quando torniamo alle nostre case, alle nostre famiglie, al nostro lavoro, portando con noi ciò che abbiamo incontrato: il perdono, la riconciliazione, la speranza.
I Magi, dopo aver incontrato Gesù, “fecero ritorno al loro paese per un’altra strada”. Chi incontra davvero Cristo non può tornare uguale a prima. Cambia strada, cambia sguardo, cambia il modo di vivere. Questa è la sfida anche per noi: essere, nel mondo di oggi spesso buio e smarrito, testimoni di una speranza che non delude.
Fratelli e sorelle, chiediamo al Signore la grazia di non perdere la stella, di non fermarci davanti agli ostacoli, di non lasciarci ingannare da false luci. Come i Magi, impariamo ad adorare, a donare, a ripartire. E come veri pellegrini della speranza, portiamo Cristo là dove viviamo, perché attraverso di noi la sua luce possa ancora raggiungere tutti i popoli.
Amen.

