Domenica della Parola di Dio
Mt 4,12-23 Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia
Fratelli e sorelle,
oggi celebriamo la Domenica della Parola di Dio, e la Parola che ci viene donata non è una parola qualsiasi: è una luce che entra nella storia, che sceglie di abitare i luoghi feriti dell’umanità. Matteo ci dice che Gesù inizia la sua missione in Galilea, terra di confine, terra mescolata, terra considerata periferia. È lì che si compie la profezia di Isaia: “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce.” La luce non è un’idea, non è un programma: la luce è una persona, è Cristo.
Anche il nostro tempo conosce le tenebre. Guerre che devastano interi popoli, conflitti che dividono le nazioni e le famiglie, egoismi che chiudono il cuore, poteri che si organizzano come vere e proprie sette, dove pochi decidono per molti. Eppure Dio non risponde al buio con altra violenza, ma con una Parola. Gesù non grida, non impone, ma annuncia: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino.” Convertirsi significa cambiare direzione, abbandonare le logiche del dominio e scegliere la via del Regno, che è giustizia, misericordia, pace.
Questa Parola non resta astratta. Gesù cammina lungo il mare e chiama uomini concreti, pescatori al lavoro, con mani segnate dalla fatica e una vita già impostata. E il Vangelo dice che essi lo seguirono subito. La Parola, quando è accolta davvero, non rimanda, non cerca scuse. Chiede di lasciare le reti che ci trattengono, le sicurezze che ci illudono, e di fidarsi.
San Paolo, nella seconda lettura, ci mette in guardia da un pericolo sempre attuale: le divisioni. “Io sono di Paolo, io di Apollo…” È la stessa tentazione di oggi, dentro e fuori la Chiesa: schieramenti, ideologie, leader idolatrati. Ma Paolo è netto: Cristo non è diviso. La Parola di Dio non serve a rafforzare le nostre fazioni, ma a ricomporre ciò che è spezzato, a liberarci dall’ego e dalla violenza.
Il Vangelo si conclude dicendo che Gesù insegnava, annunciava e guariva. Questa è la forza della Parola: illumina la mente, converte il cuore, guarisce le ferite. In un mondo stanco e ferito, abbiamo un bisogno immenso di questa luce. Non di parole urlate, ma di Parola vera. Non di potere, ma di conversione.
Oggi la Chiesa ci dice: qui c’è la luce. Accogliamola. Lasciamoci chiamare. E diventiamo anche noi, in questo tempo buio, testimoni di una luce che nessuna guerra, nessun egoismo, nessun potere potrà spegnere. Amen.

