Cari fratelli e sorelle,
oggi celebriamo la Dedicazione della Basilica Lateranense, la “madre di tutte le chiese” di Roma e del mondo, segno visibile dell’unità della Chiesa attorno al suo Pastore. È una festa che ci invita a guardare non solo a un edificio di pietra, ma al mistero profondo della Chiesa come casa viva di Dio.
Nel Vangelo che abbiamo ascoltato, Gesù sale al Tempio di Gerusalemme e compie un gesto forte: scaccia i mercanti, rovescia i tavoli dei cambiavalute, e grida:
“Non fate della casa del Padre mio un mercato!”
Non è uno scatto d’ira, ma un atto profetico: Gesù vuole purificare il Tempio perché torni ad essere luogo d’incontro con Dio, non spazio di interessi umani. Tuttavia, le sue parole vanno ancora oltre:
“Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.”
L’evangelista Giovanni ci aiuta a capire: Gesù parlava del tempio del suo corpo.
Da quel momento, non è più un edificio il luogo dell’incontro con Dio, ma una Persona: Gesù Cristo. In Lui abita la pienezza della divinità, in Lui l’uomo può toccare il volto di Dio.
Oggi, mentre ricordiamo la Dedicazione della Lateranense, guardiamo anche alla nostra chiesa parrocchiale, che è ancora in costruzione.
I muri si stanno alzando, le fondamenta si consolidano, e noi sogniamo il giorno in cui potremo radunarci lì per celebrare l’Eucaristia, per pregare, per essere comunità.
Ma la Parola di oggi ci ricorda che prima ancora che la casa di pietra sia terminata, noi stessi siamo chiamati a essere “tempio vivo”.
San Paolo lo dice chiaramente: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Cor 3,16)
Il vero tempio, quello che Dio desidera abitare, è il cuore di ciascuno di noi.
Gesù stesso vuole costruire dentro di noi una dimora dove la sua presenza possa risplendere.
E allora, fratelli e sorelle, mentre i mattoni della nostra nuova chiesa si posano uno sull’altro, lasciamo che il Signore edifichi anche noi:
• Egli vuole gettare fondamenta solide nella nostra fede;
• vuole erigere muri di fraternità e accoglienza;
• vuole aprire finestre di speranza e di preghiera;
• vuole che le nostre comunità diventino porte sempre aperte alla misericordia di Dio.
Quando la nostra chiesa sarà terminata, sarà segno visibile di ciò che Dio sta compiendo nei nostri cuori e nella nostra comunità: costruendo il suo regno, pietra su pietra, vita su vita.
Cari amici, oggi, nella festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, ringraziamo il Signore per la sua Chiesa, tempio santo costruito non da mani d’uomo ma dallo Spirito.
E chiediamo a Gesù, vero Tempio di Dio, di farci dimorare in Lui, perché la nostra vita, pur semplice e fragile, diventi casa accogliente della sua presenza. Amen.

