Letture
Isaia 25,6a.7-9 Il Signore eliminerà la morte per sempre.
Salmo 24 (25) Chi spera in te, Signore, non resta deluso.
Romani 8,14-23 Aspettiamo la redenzione del nostro corpo.
Vangelo Matteo 25,31-46 Venite benedetti del Padre mio.
Cari fratelli e sorelle,
oggi, mentre facciamo memoria dei nostri cari defunti, la Parola di Dio ci invita a guardare oltre la morte e a riflettere sul senso della nostra vita. Il Vangelo ci presenta Gesù come il Re che, alla fine dei tempi, radunerà tutti i popoli e giudicherà ciascuno secondo l’amore.
Colpisce il criterio con cui il Signore giudicherà la nostra esistenza: non ci chiederà quante cose abbiamo posseduto, quanti successi abbiamo raggiunto o quale posto abbiamo occupato nella società. Ci chiederà, piuttosto, quanto abbiamo amato. Se abbiamo saputo riconoscere il volto di Cristo nel povero, nell’affamato, nel malato, nello straniero, nel carcerato, in ogni persona che aveva bisogno di una mano tesa e di un cuore capace di accogliere.
Gesù ci rivela una verità straordinaria: ogni gesto di amore compiuto verso un fratello è un gesto compiuto verso di Lui. Anche il gesto più semplice, una visita, una parola di conforto, un aiuto offerto con discrezione, non va perduto agli occhi di Dio.
Questo Vangelo, nella giornata dedicata ai nostri defunti, ci offre anche una chiave preziosa per custodirne la memoria. Oggi non siamo qui soltanto per ricordare chi ci ha lasciato, ma anche per ringraziare il Signore per il bene che queste persone hanno seminato nella loro vita. Pensiamo ai loro sacrifici, al loro lavoro, alle loro attenzioni, ai gesti d’amore che forse allora sembravano piccoli, ma che oggi riconosciamo come grandi tesori.
Forse molti dei nostri cari non hanno compiuto cose straordinarie agli occhi del mondo, ma hanno saputo amare nelle piccole cose di ogni giorno. Ed è proprio lì che il Signore ci insegna a riconoscere la santità: nella vita vissuta con amore, nella generosità silenziosa, nella capacità di donarsi agli altri.
La loro memoria diventa così anche un invito per noi: non rimandiamo il bene, non aspettiamo domani per amare, non lasciamo che l’indifferenza prenda il posto della carità. Perché, alla fine, ciò che resterà della nostra vita non saranno le ricchezze accumulate, ma l’amore che avremo donato.
Oggi affidiamo i nostri defunti alla misericordia di Dio, con la fiducia che il Signore, giusto e buono, conosce il cuore di ciascuno e sa riconoscere anche quel bene che agli occhi degli uomini è rimasto nascosto.
La morte ci separa da coloro che amiamo, ma non può cancellare il bene che abbiamo condiviso. E l’amore, quando è vissuto in Cristo, non finisce con la morte: diventa seme di eternità.
Chiediamo al Signore che accolga i nostri cari nel suo Regno e conceda anche a noi di vivere ogni giorno con uno sguardo attento verso chi soffre, perché un giorno possiamo ascoltare anche noi quelle parole meravigliose: «Venite, benedetti del Padre mio».
Amen.
