Letture:
Siracide 15,16-21: A nessuno ha comandato di essere empio.
Salmo 118 (119): Beato chi cammina nella legge del Signore.
1Corinzi 2,6-10: Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
Vangelo Matteo 5,17-37: Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
Il brano del Vangelo secondo Vangelo secondo Matteo che abbiamo ascoltato è parte del grande discorso della montagna. Gesù non abolisce la Legge: la porta a compimento. Non cancella, ma approfondisce. Non si ferma al comportamento esteriore, ma arriva al cuore.
Viviamo in un tempo in cui spesso prevale l’interesse personale: “prima io”, “prima il mio vantaggio”, “prima la mia soddisfazione”. La logica del mondo è competizione, affermazione, visibilità. Gesù invece propone la logica del Regno: conversione interiore, responsabilità personale, verità del cuore.
Non uccidere… ma nemmeno odiare
Gesù radicalizza il comandamento: non basta non uccidere; anche l’ira, il disprezzo, l’insulto feriscono e distruggono. Oggi non si uccide solo con le armi, ma con le parole, con i giudizi affrettati, con l’indifferenza. Nei social, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, quanto veleno circola attraverso parole dure!
Il Signore ci invita alla riconciliazione: prima di presentare l’offerta, vai a fare pace con tuo fratello. È un messaggio attualissimo. In un mondo diviso da guerre, polarizzazioni politiche e tensioni sociali, il cristiano è chiamato a essere costruttore di ponti. La pace non nasce nei trattati, ma nei cuori riconciliati.
Non commettere adulterio… ma custodisci il cuore
Gesù va oltre l’atto esterno: guarda all’intenzione. In una cultura che mercifica il corpo e banalizza le relazioni, il Vangelo richiama alla dignità dell’altro. L’altro non è oggetto di consumo, ma persona da rispettare.
La fedeltà oggi è controcorrente. Eppure è segno profetico. In un mondo dove tutto è “usa e getta”, anche gli affetti rischiano di diventarlo. Il Signore ci chiede uno sguardo puro, capace di amare senza possedere.
Sia il vostro parlare: sì, sì; no, no
Viviamo nell’epoca delle mezze verità, delle ambiguità, delle promesse non mantenute. Gesù ci chiede trasparenza. Il cristiano non ha bisogno di giurare: la sua parola deve essere credibile.
Quanto sarebbe diverso il mondo del lavoro, della politica, dell’economia, se la parola data fosse sacra! La crisi di fiducia che attraversa la società nasce proprio dall’incoerenza.
📖 Dalle altre Letture
Siracide 15,16-21
Il libro del Siracide ci ricorda una verità fondamentale: Dio ci ha posti davanti la vita e la morte, il bene e il male. Sta a noi scegliere.
In una società che spesso scarica la responsabilità sugli altri — “è colpa del sistema”, “è colpa della società” — la Parola di Dio dice: sei libero, sei responsabile. Ogni giorno scegli. Ogni decisione costruisce o distrugge.
Salmo 118
Il Salmo 118 esalta la bellezza della Legge del Signore. Non è un peso, ma una luce. Non è un limite alla libertà, ma la strada per una libertà vera.
Oggi si confonde libertà con assenza di regole. Ma senza verità, la libertà diventa arbitrio. E l’arbitrio genera ingiustizia.
1 Corinzi 2,6-10
Nella Prima Lettera ai Corinzi, san Paolo — nella Prima lettera ai Corinzi — parla della sapienza di Dio, diversa da quella del mondo. La sapienza del mondo cerca successo, potere, apparenza. La sapienza di Dio passa per la croce, per l’umiltà, per il dono di sé.
Ecco il punto decisivo: la giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei è una giustizia che nasce dall’amore.
Una parola per oggi
Fratelli e sorelle, il mondo ci insegna a difendere il nostro interesse. Gesù ci insegna a donare la vita.
Il mondo dice: “Vinci”.
Gesù dice: “Ama”.
Il mondo dice: “Approfitta”.
Gesù dice: “Sii fedele”.
Il mondo dice: “Pensa a te”.
Gesù dice: “Riconciliati”.
La vera rivoluzione non è cambiare le leggi esterne, ma lasciare che Dio trasformi il cuore. È lì che nasce il Regno dei cieli.
Chiediamo al Signore la grazia di una giustizia più profonda, di una coerenza più limpida, di un amore più vero. Perché solo così, nelle scelte quotidiane — in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni — potremo essere segno di una speranza diversa in un mondo che spesso ha smarrito il senso del bene. Amen.

