Le Opere di Misericordia

Le Opere di Misericordia
Le sette opere di misericordia corporale Le sette opere di misericordia spirituale
1) Dar da mangiare agli affamati 1) Consigliare i dubbiosi
2)Dar da bere agli assetati 2)Insegnare agli ignoranti
3) Vestire gli ignudi 3) Ammonire i peccatori
4) Alloggiare i pellegrini 4) Consolare gli afflitti
5) Visitare gli infermi 5) Perdonare le offese
6)Visitare i carcerati 6) Sopportare pazientemente le persone moleste
7) Seppellire i morti 7) Pregare Dio per i vivi e per i morti

Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo

Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo

Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fà che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!

Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e al misericordia:
fa che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria.

Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore:
fa che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.

Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista.

Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia
a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Gesù è la Parola

Gesù è la Parola

INCONTRO DEL GIORNO 25 NOVEMBRE 2015

Abbiamo aperto l’incontro invocando lo Spirito Santo che come ogni volta non ha tardato a visitarci…come sempre “… Lui è alla porta e bussa…

Richiamati  i seguenti principali concetti del precedente incontro:

Gesù è la Parola

  • che ci nutre assimilandoci a sé;
  • che ci fermenta dal di dentro come un lievito di grazia custodito nel cuore;
  • che opera incessantemente per la nostra santificazione;
  • che ci provoca aspettando da noi una risposta personale;
  • che ci dà forza, perché è potenza;
  • che fa miracoli e compie prodigi sempre;
  • che illumina, libera, guarisce, nutre, santifica,

abbiamo riflettuto sui doveri principali del cristiano nei confronti della Parola Rivelata

IL CRISTIANO È PROFETA ED EVANGELIZZATORE

“Quando riusciremo a trovare in Gesù il fondamento di ogni nostra parola,
anche la nostra povera p a r o l a  diventerà
P A R O L A  di via verità e vita
e noi
saremo profeti”.

 

Come può avvenire questo?  Come si può essere profeti? Cosa significa essere profeti?

Essere profeta vuol dire proclamare la Parola di Dio. E noi avremo la prova certa di conoscere la Bibbia quando la proclameremo evangelizzando; e sarà talmente forte questo desiderio di proclamarla, che non ne potremo fare a meno…. questo significa essere profeti (e non solo prevedere il futuro) seguendo l’impulso dello Spirito Santo.

Col Battesimo noi siamo già tutti: sacerdoti, re e profeti; ma troppo spesso non utilizziamo o meglio non mettiamo a frutto questi doni meravigliosi. Il Signore ce ne chiederà conto…per cui non possiamo fare a meno di conoscere bene la Sacra Scrittura, perché “nessuno può dare ciò che non ha”; ma come fare in concreto?

LA BIBBIA: deve essere letta

Il primo approccio verso la Bibbia, è dunque quello della lettura. Dobbiamo leggerla e leggerla tutta, senza scoraggiarci davanti a quei passi che ci sembrano difficili, perché lo Spirito Santo che ha ispirato coloro che l’hanno scritta, ispirerà anche noi che la leggiamo, donandoci la sapienza per comprendere. Se ci lasciamo guidare ed illuminare da lui, niente risulterà ostile ed incomprensibile, anche le verità più profonde.

È stato calcolato che leggendone un capitolo al giorno, ci si impiegano tre anni per terminarla, ma con due capitoli e mezzo, già si arriva a un anno solo… Qualche volta, proviamo a leggerla ad alta voce proclamandola a noi stessi per essere poi capaci di proclamarla agli altri!

Possiamo anche ricopiare quei passi che ci colpiscono, specificando l’autore ed il numero del capitolo e dei versetti…

La BIBBIA ispira la preghiera personale e sprona anche alla preghiera  profetica comunitaria

Che preghiera meravigliosa e di lode susciteranno in noi quei passi che stiamo leggendo! E in seguito,  l’annuncio profetico diventerà facile, insopprimibile ed irresistibile “perché la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Mt 12,33-36) e se il cuore è pieno di Dio e delle sue parole, saranno quelle a venire per prime  sulle nostre labbra e potranno essere utilizzate dallo Spirito Santo se vorrà profetizzare in noi e attraverso noi compiere miracoli e prodigi. Testimonianza tangibile ne è proprio il movimento del “Rinnovamento Carismatico Cattolico”, oggi molto diffuso nel mondo. Il dono della profezia è un dono che Dio elargisce gratuitamente a chi vuole davvero fargli spazio nella propria vita diventando “canale di grazia” e “potenza dello Spirito Santo”.

Dio parla ancora per bocca di uomini che si pongono in ascolto e si lasciano da Lui plasmare. Ricordate il piccolo Samuele che si sentì chiamare da Dio ma ancora non lo conosceva? Bastò che si rendesse disponibile all’ascolto di Dio e divenne un grande profeta… (1Sam 3).

La BIBBIA va studiata

Ci verrà anche il desiderio di studiarla e insegnarla… (pensate che bello! Tutto questo non è meraviglioso?). Per essa, diventeremo profeti, perché il Signore suscita ancora oggi profeti come allora.

Dio parla ancora per bocca di uomini che si pongono in ascolto e si lasciano da Lui plasmare. Ricordate il piccolo Samuele che si sentì chiamare da Dio ma ancora non lo conosceva? Bastò che si rendesse disponibile all’ascolto di Dio e divenne un grande profeta… (1Sam 3).

A conclusione.

Sul finire dell’incontro, poiché alcuni fratelli infermi nel corpo o nello spirito ci avevano chiesto di intercedere per la loro guarigione, abbiamo voluto subito sperimentare la potenza guaritrice e carismatica della Parola e dopo aver letto il passo tratto da Lc 4,31-44, (“…al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su di loro le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni…”) in cui viene riferita la grande misericordia di Gesù per l’uomo, accompagnati da un dolcissimo canto di lode  al Signore, abbiamo innalzato a Lui la nostra preghiera. Tutti siamo stati toccati e benedetti dalla misericordia di Dio Padre.

LODE A GESÙ e ALLELUJA !

Compiti per la settimana

  1. Pregare con il salmo 145: “confida nel Signore”.
  2. Cominciare a leggere la Bibbia sperimentandone tutta la grazia e la ricchezza.

Avvento

Avvento

Il tempo di Avvento ha una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.

I Avvento 29 novembre Lc 21,25-28.34-36 “La vostra liberazione è vicina”
II Avvento 6 dicembre Lc 3,1-6 “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”
III Avvento 13 dicembre Lc 3,10-18 “E noi che cosa dobbiamo fare?”
IV Avvento 20 dicembre Lc 1,39-45 “A che cosa devo la madre del mio Signore venga da me?”

 

<< Chi sono io per te? >>

<< Chi sono io per te? >>

Incontro del giorno 18 novembre 2015

Abbiamo aperto l’incontro con il canto allo Spirito Santo “E’ lo Spirito di Dio che soffia dentro di noi…” il quale non ha tardato a visitarci…come sempre infatti Lui è alla porta e bussa… basta aprirgli! Abbiamo dato lettura dei passi biblici della vocazione di Abramo (Gn 12, 1-9) in cui appare chiaro il modo di agire del Signore. Egli non usa mezzi termini, né mezze misure, è perentorio nelle sue richieste: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò…” cioè gli chiede di lasciare ogni benessere, ogni sicurezza e senza dargli altre indicazioni gli ordina di partire… E noi grazie alla risposta positiva di Abramo oggi siamo benedetti…. Sì perché la Parola è forza, è potenza…fa miracoli e compie prodigi SEMPRE!

Ma se potente era questa Parola rivelata ai patriarchi, profeti, re, giudici dell’Antico Testamento, quanto più potente è quella diretta pronunciata da Gesù, Verbo di Dio, Dio stesso (Gv.1) fatto uomo e venuto ad abitare in mezzo a noi. Abbiamo già avuto modo di meditare sul passo della lettera agli Ebrei, cap. 4,12-13….circa la grazia che può conferire a chi si approccia ad essa con le giuste condizioni, ma può diventare anche motivo di condanna, nel caso in cui pur conoscendola e apprezzandone la grazia e la potenza rigenerante, viene poi disattesa o peggio rifiutata (Gv 12,44-50).

GESU’ E’ LA PAROLA CHE ILLUMINA, LIBERA, GUARISCE, NUTRE, SANTIFICA.

Gesù è la Parola che ci rivela il Padre, che ci fa conoscere ciò che da lui ha udito e ci parla con le sue parole. << Perché io non ho parlato da me… >> (Gv 12,44-50). È la parola che penetrando, converte: separa ciò che è di Dio da ciò che non lo è, ci mostra la beata speranza alla quale siamo chiamati e la via per arrivarci (Eb 4, 12-13). La Parola stessa si fa via, verità e vita. È una Parola potente in forza della quale, “i ciechi vedono, i sordi odono, i muti parlano e gli zoppi camminano, i morti risuscitano e ogni lebbra dello spirito è mondata“… (Mt 11,1-6).

È la Parola che ci nutre assimilandoci a sé; che ci fermenta dal di dentro come un lievito di grazia custodito nel cuore, operando incessantemente alla nostra santificazione.

È una Parola che ci provoca aspettando da noi una risposta personale, mai uguale a quella degli altri …

<< Chi sono io per te? >>

Ora noi possiamo rispondere come Pietro: << Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente! >> (Mt 16,13 e ss) che per noi si può tradurre in una preghiera di mirabile fede: << Tu sei il mio Signore e mio Dio >>… ma più spesso, pur camminando accanto a Gesù, fianco a fianco con lui, come i discepoli di Emmaus, non lo riconosciamo, anche se “il cuore ci arde in petto” e lo invitiamo a “restare con noi perché si fa sera”. Ma quante volte anche noi siamo come i due discepoli di Emmaus, << Tardi e duri di cuore >>”… (Lc 24,13-35). Però è giunto per noi il tempo che

NON POSSIAMO PIU’ IGNORARE LA PAROLA … NON CI E’ PIU’ LECITO.

San Girolamo afferma: “l’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo”. Non è vero che conosciamo Gesù, la Parola, se noi questa Parola non la leggiamo. Merito del Concilio Vaticano II averla rimessa nelle mani del popolo di Dio dopo cinque secoli d’esilio dei testi sacri … Dobbiamo leggerla, passare del tempo ad ascoltarla, farne tesoro per la nostra vita.

Compiti per la settimana

  1. Meditando sulla domanda di Gesù ai discepoli: “La gente, chi dice che io sia?” domandati:
    Io che dico che sia Gesù?
  2. Pregare con il salmo 144: Maestà e bontà del Signore. “O Dio mio re…

Incontro “Famiglia insieme in parrocchia” del 15.11.2015

Incontro “Famiglia insieme in parrocchia” del 15.11.2015

Giovanni 13:34-35

34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.

PICCOLO IMPEGNO

Provo in questi giorni a spegenere il cellulare, la TV e a fare la cena insieme alla mia famiglia, solo noi, stando seduti senza distraziani, comunicando gli uni con gli altri.

PREGHIERA SEMPLICE

O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa’ ch’io porti l’Amore.
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione.
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede.
Dove è errore, ch’io porti la Verità.
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.
O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato, quanto amare.
Poiché è
Dando, che si riceve,
Perdonando, che si è perdonati,
Morendo, che si resuscita a Vita Eterna.

San Francesco

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I BAMBINI IMPARANO CIO’ CHE VIVONO
(di Dorothy Law Nolte)

Se un bambino vive con le critiche, impara a condannare.

Se un bambino vive con l’ostilità, impara ad aggredire.

Se un bambino vive con il timore, impara ad essere apprensivo.

Se un bambino vive con la pietà, impara a commiserarsi.

Se un bambino vive con lo scherno, impara ad essere timido.

Se un bambino vive con la gelosia, impara cos’è l’invidia.

Se un bambino vive con la vergogna, impara a sentirsi in colpa.

Se un bambino vive con l’incoraggiamento, impara ad essere sicuro di sé.

Se un bambino vive con la tolleranza, impara ad essere paziente.

Se un bambino vive con la lode, impara ad apprezzare.

Se un bambino vive con l’accettazione, impara ad amare.

Se un bambino vive con l’approvazione, impara a piacersi.

Se un bambino vive con il riconoscimento, impara che è bene avere un obiettivo.

Se un bambino vive con la condivisione, impara la generosità.

Se un bambino vive con l’onestà e la lealtà, impara cosa sono la verità e la giustizia.

Se un bambino vive con la sicurezza,
impara ad avere fiducia in se stesso e in coloro che lo circondano.

Se un bambino vive con la benevolenza, impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.

Se vivi con serenità, il tuo bambino vivrà con la pace dello spirito.

Con che cosa sta vivendo il tuo bambino?

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Noi siamo eredi di un Testamento

Noi siamo eredi di un Testamento

Incontro del giorno 11 novembre 2015

Abbiamo aperto l’incontro con una breve preghiera e la lettura a stralcio di alcune rivelazioni di Gesù misericordioso a Santa Faustina che ci hanno dato dei suggerimenti sul come ringraziare degnamente Gesù appena ricevuto nella Santa Comunione.

Attraverso poi la Parola dei passi della lettera agli Ebrei 3,7-11 e 4,12-13, abbiamo cercato di scoprire come la Parola di Dio, se la lasciamo operare in noi, “penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, come una spada a doppio taglio e scruta i sentimenti ed i pensieri del cuore”… di qui si comprende quale debba essere l’atteggiamento di chi si predisponga alla lettura della Bibbia in quanto noi,

NOI SIAMO EREDI DI UN TESTAMENTO

Come eredi, non dobbiamo però fare la fine di quella famiglia poverissima che ereditò per testamento una grande fortuna, ma per paura che il “testamento” fosse una nuova tassa o comunque foriero di guai, non ne volle sapere e lo respinse al mittente restando nella sua miseria….

In questo modo si comportano molti cristiani verso i quali Dio Padre ha fatto un testamento nominandoli eredi, ma loro lo ignorano e trascurano la propria vita lasciandola nella povertà spirituale più assoluta e non di rado nella disperazione del peccato.

Questo documento meraviglioso è la Bibbia che ci rivela un destino di gloria. Essa è quel testamento a nostro favore che raccoglie tutti i messaggi, gli inviti, gli ammonimenti fatti giungere da Dio al suo popolo attraverso le molteplici vicende che l’hanno accompagnato durante tutta la storia della salvezza a cominciare da Abramo fino a Gesù, Parola delle parole. << In principio era il Verbo…>> (Gv 1, 1-14).

Nel dibattito che ne è nato e subito diventato vivacissimo, è stato spiegato il concetto filosofico-teologico secondo l’antropologia paolina che afferma che l’uomo è composto di: corpo, anima, (sede di facoltà in comune con gli animali: passioni, sentimenti, emozioni) e spirito (sede delle facoltà superiori: intelligenza, volontà e memoria). L’anima è posseduta sia dall’uomo che dall’animale, lo spirito invece solo dall’uomo in quanto creato ad immagine e somiglianza di Dio.

Abbiamo concluso l’incontro pregando con il salmo 144 “O Dio, mio re, voglio esaltarti” e ci si è dati come “compito” per la settimana:

rileggere e meditare lo stesso salmo cercando di trovarvi delle risposte alle nostre domande, dubbi, paure ed esigenze di vita.

Pàter nòster

Pàter nòster
Pàter nòster, qui es in caelis,
sanctificètur nomen tùum, advèniat regnum tùum,
fiat volùntas tua sìcut in caelo et in terra;
panem nostrum cotidiànum dà nobis hòdie,
et dimìtte nobis dèbita nostra
sìcut et nos dimìttimus debitòribus nostris,
et ne nos indùcas in tentatiònem,
sed lìbera nos a malo.
Amen
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.

 

 

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